Sedia Charlie al Design Museum Brussels

La Charlie Chair di ecoBirdy è stata esposta alla mostra “Chaise. Stoel. Chair. Defining Design” al Design Museum Brussels dal 26 marzo al 19 settembre, insieme a Thonet, Eames, Joe Colombo e Enzo Mari. Ammirando la selezione di 100 sedie, i visitatori potevano scoprire l’evoluzione del design dalla fine del XIX secolo fino al 2021.

 

   

Intervista con Arnaud Bozzini, direttore del Design Museum Brussels

Il Design Museum Brussels si occupa dal 2015 di design in plastica con la sua collezione “The Plastic Design Collection” - in cui Charlie è presente in modo permanente. L’obiettivo è esplorare l’impatto del design sulla società e sulla comunità, attraverso oggetti comuni.

Una sedia è l’oggetto più ordinario con cui ogni designer si confronta almeno una volta nella propria carriera. Man mano che le esigenze umane cambiano, le sedie si evolvono per soddisfare nuovi standard di comfort. Per questo le sedie sono così importanti per spiegare la storia del design.

La Charlie Chair di ecoBirdy è stata scelta per la mostra grazie alle sue qualità uniche e al processo di produzione, che mira a fornire una soluzione ai rifiuti di plastica. Durante tutte le epoche del design, la plastica è sempre stata usata per imitare il vetro o il legno, ma la Charlie Chair è una dichiarazione che valorizza questo materiale e incoraggia il riciclo, superando il Modernismo e il Post-modernismo.

Arnaud Bozzini, direttore del Design Museum Brussels, osserva che Charlie Chair non è una sedia per adulti ridimensionata per adattarsi all’altezza dei bambini, ma un pezzo progettato ergonomicamente appositamente per la postura dei più piccoli.

Grazie al suo concetto innovativo e al processo di produzione upcycling, Charlie Chair è una parte importante dell’evoluzione del design delle sedie.

  

"Il design non è un lusso, è un oggetto intelligente, smart item, smart object con aspetti funzionali ed estetici." - Arnaud Bozzini.

 

Scopri la Charlie Chair

Visita Design Museum Brussels

 

Leggi l’articolo del Trends Weekend sulla mostra qui

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